
L'Intelligenza Artificiale nella Scuola: Da Sfida a Risorsa Strategica
- Lucia Cotugno
- Metodologie didattiche
- 9 gennaio 2026
Tabella dei Contenuti
Che ci piaccia o meno, il mondo è cambiato. Il cambiamento è una costante della storia, ma la velocità con cui lo sviluppo tecnologico sta trasformando le nostre vite non ha precedenti. Chi sceglie di ignorare questa evoluzione, arroccandosi in una posizione di rifiuto verso il digitale, si ritrova oggi inevitabilmente escluso da numerosi circuiti sociali e professionali.
L’Intelligenza Artificiale (IA) genera timore, come tutto ciò che non si conosce. Spesso, nelle scuole, ci si limita a contrastare l’uso improprio di smartphone e tablet perché se ne percepisce solo l’abuso, ignorando le straordinarie potenzialità didattiche di questi strumenti. Tuttavia, come abbiamo osservato, la paura è quasi sempre figlia di una mancata conoscenza. È dunque necessario chiederci se non sia più proficuo approcciarsi all’IA con curiosità anziché con scetticismo, esplorando le possibilità di uno strumento i cui orizzonti sono ancora in gran parte da scoprire.
La complessità del ruolo docente

Oggi la professione docente attraversa una fase di estrema complessità. Coniugare conoscenze e competenze, personalizzando l’apprendimento per classi di 25-30 studenti, è un’impresa ardua. Il quadro si complica ulteriormente se consideriamo una platea scolastica sempre più eterogenea, caratterizzata da bisogni educativi specifici (BES), disturbi dell’apprendimento (DSA, ADHD) e diffuse fragilità emotive.
In questo contesto, l’IA può rivelarsi un alleato prezioso al servizio dei docenti e, soprattutto, degli studenti. Senza la pretesa di trovare risposte univoche, è fondamentale porsi in ascolto delle innovazioni capaci di traghettarci verso il futuro con consapevolezza. È anacronistico e “luddista” pensare di poter fermare il progresso; è invece opportuno coltivare uno spirito critico che ci permetta di governare il mutamento, evitando di trasformarci in utenti passivi.
Il modello “Book in Progress AI”
Il progetto Book in Progress AI nasce proprio come strumento a disposizione della comunità educante. Oltre a fornire un testo base ricco di contenuti, il sistema permette di declinare i saperi secondo otto diversi stili di apprendimento. Grazie all’integrazione dell’IA, vengono introdotte funzionalità avanzate quali:
- Apprendimento Adattivo: il sistema monitora i progressi e suggerisce percorsi differenziati o semplificazioni terminologiche per gli studenti con bisogni educativi speciali.
- Interattività e Supporto: l’uso di chatbot permette agli studenti di interrogare direttamente il testo per ottenere chiarimenti contestualizzati o attivare collegamenti interdisciplinari.
- Automazione Valutativa: il sistema supporta la creazione e la correzione di test (sia a risposta chiusa che aperta, tramite analisi semantica), offrendo feedback immediati per l’autovalutazione.
L’IA come “Traduttore Culturale”
In quest’ottica, dobbiamo riconoscere che quando uno studente delega all’IA lo svolgimento dei compiti, non lo fa necessariamente per pigrizia; spesso, tale comportamento è il sintomo di una disconnessione profonda. Il ricorso passivo all’algoritmo può nascondere una difficoltà di comprensione o riflettere l’abisso tra il linguaggio accademico tradizionale e i codici comunicativi dei giovani.
L’IA, se integrata correttamente, funge da traduttore culturale, capace di colmare quel vuoto linguistico che rende la lezione percepita come distante. In questo scenario, il docente evolve: non è più l’unico detentore di un sapere codificato, ma diventa un mediatore linguistico e culturale. Se l’IA può tradurre concetti complessi in registri vicini al vissuto dello studente, spetta all’insegnante guidare questo processo, assicurando il passaggio critico dal linguaggio informale a quello specialistico.
Conclusioni
L’integrazione dell’IA attraverso progetti come il Book in Progress non è una semplice automazione, ma un invito a ripensare la didattica. Sebbene l’approccio richieda il superamento di scetticismi iniziali e un investimento in formazione, il beneficio per la personalizzazione dell’insegnamento è evidente.
Governata con consapevolezza scientifica, l’IA può agire come catalizzatore per un’istruzione più equa. Il successo di questa transizione dipenderà dalla volontà della scuola di farsi protagonista del cambiamento, trasformando uno strumento complesso in un supporto concreto per la crescita intellettuale e relazionale di ogni studente.

